Hai ricevuto una segnalazione AgID. E adesso?
Sintesi dell'articoloCosa fare e come rispondere se il tuo sito viene segnalato per mancata conformità.
A partire dalla ricezione della notifica, la tua azienda ha a disposizione esattamente 30 giorni per formulare un «piano di rimediazione». Questo documento ufficiale deve contenere l'elenco dei problemi riscontrati e il cronoprogramma per la loro risoluzione. La legge sanziona severamente l'inazione: ignorare la comunicazione sperando che decada è l'errore più rischioso da commettere.
Di seguito analizziamo come gestire le tempistiche legali, come strutturare la documentazione di risposta e in quali circostanze specifiche la normativa permette di derogare agli interventi tecnici.
L'origine e la natura della segnalazione.
Dall'11 marzo 2026 è operativo il portale *segnalazioni.agid.gov.it*. Questa piattaforma consente a qualunque cittadino di segnalare un problema di accessibilità riscontrato su un servizio web. L'utente non ha l'obbligo di dimostrare alcun legame commerciale con l'azienda. A compilare il modulo può essere un cliente che non è riuscito a finalizzare un acquisto, un'associazione attiva sui temi dell'inclusione, o banalmente un competitor.
L'avviso viene notificato direttamente all'azienda tramite i canali ufficiali. La vigilanza è affidata all'AgID (Agenzia per l'Italia Digitale), in ottemperanza al D.Lgs 82/2022, che recepisce le normative europee in materia.
Essendo procedure entrate in vigore di recente, non esiste ancora uno storico consolidato sulle modalità di interazione dell'AgID durante la fase di contenzioso. In base ai testi normativi, le indicazioni che seguono sono tuttavia sufficienti per gestire correttamente l'iter istruttorio.
Gestire efficacemente i 30 giorni.
L'errore tattico più comune è intervenire disordinatamente sul codice ancor prima di avere un quadro completo. Intervenire a macchia di leopardo rischia di farti arrivare alla scadenza legale senza un inventario preciso da comunicare. Il metodo corretto prevede una fase di analisi preliminare, seguita dalla pianificazione e infine dall'intervento tecnico.
Prima fase (Giorni 1-3)
Eseguire un audit tecnico completo del sito per mappare ogni singola barriera architettonica digitale. Se il sito è gestito da partner esterni, questo è il momento di coinvolgerli attivamente.
Ottenere un report analitico dettagliato.
Seconda fase (Giorni 4-7)
Suddividere gli interventi in due categorie: quelli applicabili immediatamente sul tema grafico del sito e quelli che dipendono dall'aggiornamento di software forniti da terze parti (ad es. motori di booking, chat o gateway di pagamento).
Distinguere le responsabilità interne da quelle esterne.
Terza fase (Giorni 8-21)
Risolvere i problemi strutturali di maggiore impatto e a rapida esecuzione: contrasti cromatici, navigazione tramite tastiera, attributi dei moduli di contatto e struttura semantica dei titoli HTML.
Rendere il sito navigabile e dimostrare proattività.
Quarta fase (Ultima settimana)
Stesura finale del piano di rimediazione, indicando gli interventi già eseguiti e fornendo un calendario realistico per i restanti. Invio della documentazione formale ad AgID.
Consegnare una risposta istituzionale inattaccabile.
Presentarsi allo scadere dei termini con gran parte delle criticità già risolte e una pianificazione chiara per le restanti dimostra estrema diligenza. L'assenza di risposte, al contrario, attiva direttamente la procedura sanzionatoria.
Come redigere il piano di rimediazione.
Non essendo previsto un modello governativo precompilato, il documento deve essere redatto con chiarezza e trasparenza, permettendo al revisore dell'AgID di verificare la veridicità delle dichiarazioni in modo oggettivo. Il piano deve obbligatoriamente contenere quattro sezioni.
- La metodologia di analisi utilizzata e il perimetro delle URL esaminate.
- Il registro tecnico delle vulnerabilità corrette fino al momento dell'invio (con indicazioni puntuali, evitando frasi generiche).
- Il prospetto degli interventi tecnici ancora da eseguire, associando a ciascuno una data di completamento vincolante.
- Le criticità dipendenti dai fornitori esterni, allegando i riferimenti dei software incriminati e la documentazione attestante le richieste di aggiornamento inviate ai produttori.
Le date indicate nel documento costituiscono un impegno formale verso l'autorità. È preferibile stimare scadenze più ampie ma sicure. Un cronoprogramma di 90 giorni rigorosamente rispettato ha un valore legale nettamente superiore rispetto a una stima di 30 giorni che verrà sistematicamente disattesa.
La clausola dell'onere sproporzionato.
L'articolo 13 del Decreto prevede un'eccezione fondamentale, spesso ignorata da chi propone consulenze frettolose: i requisiti di accessibilità si applicano a condizione che non impongano un «onere sproporzionato» all'operatore economico. L'allegato V della normativa fissa i parametri per questa valutazione, calcolati in base alla dimensione dell'azienda, ai costi di adeguamento rispetto ai benefici per gli utenti e al ciclo di vita del software.
Utilizzare questa clausola per giustificare la mancata correzione di elementi basilari (come i colori del testo) è inutile e controproducente. Lo strumento ha senso giuridico solo quando l'adeguamento richiede la completa riscrittura di un'architettura software complessa, con costi oggettivamente insostenibili, permettendo all'impresa di pianificare una migrazione a lungo termine.
Secondo noi serve in un caso soltanto. È quando nel sito c'è un componente di altri che il fornitore non vuole sistemare, e sostituirlo costa come rifare il sito. Lì la valutazione è vera, quindi si scrive, e intanto si cambia fornitore con calma.
Le sanzioni amministrative.
In caso di inadempienza accertata, l'articolo 24 prevede multe che variano da 5.000 a 40.000 euro per il mancato rispetto dei requisiti di legge, a cui si aggiunge un'ammenda da 2.500 a 30.000 euro per mancata collaborazione con l'Agenzia.
La struttura delle sanzioni conferma che la gravità della condotta si misura soprattutto sul comportamento adottato dopo la ricezione della notifica. Una comunicazione tempestiva e trasparente è la miglior forma di tutela per l'azienda.
L'importanza della prevenzione.
L'audit tecnico dovrebbe essere eseguito alla messa in linea del sito e ripetuto in caso di importanti aggiornamenti strutturali. Nuvola Agency offre un'analisi preliminare gratuita che include accessibilità, gestione privacy e cookie policy, fornendo un report immediatamente spendibile come base per un futuro piano di rimediazione.
Nei progetti sviluppati direttamente dal nostro team, i criteri di accessibilità sono integrati a livello di framework. Prevenire le barriere in fase di progettazione ha costi infinitamente inferiori rispetto alle bonifiche di emergenza.
