Un olio che si vendeva solo a voce
Sulle colline sopra Vasto la famiglia Romagnoli coltiva ulivi da tre generazioni. Produce un extravergine spremuto a freddo pochi giorni dopo la raccolta. Chi lo assaggia di solito lo ricompra, e per anni è bastato il passaparola. I clienti affezionati si passavano il numero di telefono di Italo, e l'azienda vendeva tutto quello che produceva.
Il limite era che l'azienda non poteva crescere oltre le persone che la conoscevano già. L'olio partiva in lattine anonime, senza marchio e senza etichetta. Non c'erano un sito, una scheda su Google o un'immagine riconoscibile, quindi chi non era già cliente non aveva modo di trovarla.
- 3
- generazioni di famiglia sugli stessi ulivi
- 200 ml
- il campione per chi non l'ha mai assaggiato
- < 1 s
- per aprire il sito dal telefono
Un marchio che potesse stare su uno scaffale
Siamo partiti dal marchio, perché prima di raccontare un prodotto bisogna dargli un nome e una faccia. Il logo doveva farsi riconoscere subito come un marchio da negozio, e restare sobrio come un prodotto della terra. I colori li abbiamo presi dall'olio stesso, cioè il verde delle olive prima della spremitura e l'oro che resta nel bicchiere.
Poi siamo passati alle confezioni. Abbiamo disegnato etichette e grafiche per tutte le lattine, dai tre litri della famiglia ai venti della scorta di un anno. Abbiamo anche fatto le foto di prodotto che oggi stanno su ogni pagina del sito. Da quel momento l'azienda ha smesso di vendere olio sfuso e ha cominciato a vendere Olio Romagnoli.
Ha smesso di vendere olio sfuso e ha iniziato a vendere Olio Romagnoli.
Un sito pensato per come si compra davvero l'olio
Qui abbiamo fatto la scelta che ha deciso tutto il progetto, cioè niente negozio online classico. Carrello, registrazione e pagamento con carta sarebbero stati più veloci da montare, ma avrebbero funzionato male. Chi compra venti litri d'olio da un produttore vuole sapere com'è andata l'annata. Vuole sapere se lo porta Italo di persona e se può pagare alla consegna, quindi vuole parlare con qualcuno.
Per questo il sito fa un lavoro diverso. Presenta l'azienda e l'olio, e fa scegliere il formato e la quantità. Mentre si sceglie mostra il prezzo al litro, che scende quando l'ordine cresce. Alla fine apre WhatsApp con il messaggio già scritto, così al cliente resta solo da premere invio. A Italo arriva una richiesta in ordine, invece di una trattativa da ricostruire ogni volta.
Chi non ha mai assaggiato l'olio può chiedere un campione da 200 millilitri. È la cosa su cui l'azienda ha sempre contato, perché una volta entrato in una cucina l'olio si vende da solo.
Farsi trovare da chi non conosce ancora il nome
Con i clienti storici il passaparola continua a funzionare. Farsi trovare su Google serve invece con chi quel nome non l'ha mai sentito. Abbiamo curato la presenza nelle ricerche della zona e su Google Maps. Abbiamo scritto i testi che rispondono ai dubbi di chi compra olio da un produttore per la prima volta. E il sito si apre in meno di un secondo anche dal telefono con poco segnale, che in campagna è la normalità.
Poi c'è il lavoro che non si vede, e di cui ci si accorge solo quando manca.
- Banner dei cookie a norma, con il consenso chiesto prima di qualunque tracciamento.
- Informativa privacy conforme al GDPR, in vigore dal 25 maggio 2018.
- Condizioni di vendita scritte apposta per la vendita diretta di un produttore agricolo.
- Un sito che si usa anche solo con la tastiera, o con un programma che legge lo schermo.
Il risultato
Un'azienda agricola che esisteva solo per chi la conosceva ha oggi un marchio che si riconosce. Ha confezioni che dicono chi c'è dietro l'olio, e riceve ordini da persone arrivate senza nessuna presentazione. L'olio invece è rimasto identico a quello di prima.
cosa abbiamo fatto
- logo e marchio
- etichette e confezioni
- foto di prodotto
- sito su misura
- ordini su whatsapp
- ricerche nella zona
- privacy e cookie a norma

